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sabato 2 febbraio 2019

Figli adottivi, ricerca della famiglia biologica, e affido…



Ho fatto fatica a scrivere un post su questo argomento.  
Volevo chiarire a me stessa se fossi d’accordo con quello che l’istinto  mi suggeriva.
Come sa chi mi conosce, sono una madre adottiva, e sono rimasta molto colpita dal fatto che la magistratura competente, seguendo la stessa linea degli USA, abbia deciso di dare alle persone adottate la possibilità di conoscere i genitori biologici.

Ciò che penso è che se i genitori biologici hanno fatto la scelta di rinunciare alla propria genitorialità, questo dovrebbe avere un valore assoluto: diventano genitori i genitori adottanti.
Ma credo che i bambini e i ragazzi adottati dovrebbero poter conoscere le notizie essenziali inerenti alla loro nascita, e ai loro genitori originari. E che da parte delle autorità competenti dovrebbe sempre essere possibile contattare questi ultimi, qualora per tutelare la salute dei figli dati in adozione, fosse necessario risalire al loro patrimonio genetico.

Facendo una ricerca su Internet, cercando siti dedicati, ho letto che vari magistrati hanno espresso perplessità riguardo alle conseguenze che la nuova normativa ha provocato negli adottati.
E’ chiaro che chi ha avuto genitori biologici che hanno rinunciato a lui o a lei, se ne chieda il motivo, si faccia tante domande e, secondo me, inconsciamente pensi che tutto ciò è avvenuto per una qualche sua colpa.

Naturalmente è compito di chi li ha accolti comprendere i loro problemi, spiegare ciò che è possibile, e rassicurarli.
Ma se viene introdotta una norma per cui è possibile tentare di rintracciare i genitori originari, è come se si andasse a stuzzicare la loro emotività, invece di aiutarli ad accettare quella che è stata la realtà.
 
Negli ultimi tempi tutti parlano di un netto calo delle adozioni.
La mia impressione è che uno dei motivi per cui ciò accade e ci si rivolga sempre di più alla procreazione assistita o all’aberrante ricorso all’utero in affitto, potrebbe essere proprio il fatto che l’adozione presenta sempre più problematicità, e non solo di tipo burocratico.
E il fatto che ci siano migliaia di bambini abbandonati, che avranno sempre più difficoltà a trovare una famiglia, e nel minor tempo possibile, mi sembra qualcosa di insopportabile.

Inoltre trovo un’enorme contraddizione tra la norma per mettere in contatto le persone adottate con i genitori biologici, e i provvedimenti per togliere i bambini a famiglie che volevano tenerli con sé, perché povere.

Pensate, ci sono in Italia migliaia di bambini tolti a famiglie povere e affidati dai magistrati a centri, di solito costituiti da religiosi, cui vengono corrisposti dai 200 ai 400 euro al giorno per ogni bambino.
Sì, avete capito bene, queste associazioni ricevono fino a 12.000 euro al mese, cioè circa 150.000 euro annuali.
Vi rendete certamente conto che aiutare i genitori a trovare un lavoro migliore o elargire un aiuto economico per esempio di 1.000 euro al mese, avrebbe lasciato i bambini con la loro famiglia e avrebbe anche fatto enormemente risparmiare lo Stato!
Si preferisce evidentemente privilegiare le associazioni in questione.

Aggiungiamo pure che questi bambini, una volta raggiunta la maggiore età, se ancora allocati in quei centri, da un giorno all’altro vengono buttati fuori.

Ho tratto queste notizie dall’articolo di un ex magistrato che per alcuni anni ha lavorato in questo campo, e che parla di una brutta situazione tutta italiana. 

Metto il link all’articolo:





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mercoledì 30 gennaio 2019

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giovedì 24 gennaio 2019

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