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mercoledì 22 gennaio 2020

Elena Ferrante, La vita bugiarda degli adulti


Della Ferrante o meglio, a quanto si dice, di Anita Raia
moglie dello scrittore Domenico Starnone, conoscevo
solo il primo dei quattro libri della serie "L'amica geniale".


Ho appena finito la lettura de "La vita bugiarda degli adulti".
Ho difficoltà a scriverne qualcosa ma non riesco ad
impedirmelo.

In realtà mi infastidisce molto questo nascondersi dietro
un altro nome, forse sbaglio ma mi appare proprio una
furbesca operazione editoriale.


Ma veniamo al libro. Anche questo è ambientato a Napoli,
il che mi colpisce molto perché sono originaria di quella
regione, e credo di capire abbastanza certi modi di ragionare.
Si legge in un lampo, ma non mi è sembrato all'altezza de
"L'amica geniale", anche se certe tematiche trattate sono
molto interessanti. E mi ha dato proprio l'impressione,
come hanno detto molti, di essere il primo di una nuova serie.


Il personaggio principale è un'adolescente figlia di due
professori di Liceo. La madre proviene da una famiglia
benestante, e il padre da una famiglia ben più povera.

La narrazione si svolge tra il Vomero, quartiere alto
dove abita la famiglia, e un quartiere basso dove abita
l'insopportabile sorella del padre della ragazza, insieme
alla vedova e ai figli del suo amante morto.


La situazione è già strana di suo. Cosa accade?
Che la ragazzina si arrabbia perché ascolta un commento
del genitore in cui viene assimilata all'odiata sorella.

La ragazzina Giovanna decide allora di andare a
conoscere la zia.


Il personaggio della zia, narcisista e prepotente,
cerca di influenzare la nipote. In pratica, così come fa
con tutti, vuol convincerla che ha sempre ragione lei,
e che i suoi genitori fanno veramente schifo, falsi e
bugiardi in tutto e per tutto.


La ragazzina si trova così tra due opposti gruppi di
parenti: da un lato i genitori che le parlano male
della zia, e dall'altro la zia che le parla male dei genitori.

Non certo una situazione facile.
Situazione aggravata dalla scoperta che il padre ha
una relazione con la moglie dell'amico di una vita,
con i suoi stessi interessi intellettuali.


Dopo un po' il padre andrà a vivere con la moglie
del suo amico e le due figlie, grandi amiche di sua figlia.

Tutto questo provocherà molti problemi a Giovanna:
questi adulti tanto attenti a parole a comportarsi bene...
sono proprio dei falsoni.


Difficile accettare che il padre abbia un'altra famiglia,
che la madre sia caduta in depressione (anche se più
tardi Giovanna scoprirà che anche lei ha iniziato una
relazione, con l'amico del marito), che il rapporto con
le sue amiche, diventate quasi-figlie di suo padre
sarà destinato a mutare in negativo.


Cosa farà allora Giovanna?
Disistima nei confronti dei genitori, che non vorrà più
chiamare mamma e papà, e decisione di diventare grande.

E come si fa ad entrare nel mondo degli adulti?
Perdendo la verginità, approfittando delle profferte
non amorose ma sessuali degli amici conosciuti nel
giro della zia.


Sì, lo so questo tizio mi fa schifo, ma è disposto a
venirmi incontro.

Proverò un grande dolore fisico, ma mi libererò
di questo residuo dell'infanzia.





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