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martedì 16 febbraio 2016

Auguri a Giordano Bruno








Domani sarà l'anniversario della morte di Giordano Bruno,  
filosofo e scienziato arso sul rogo il 17 febbraio del 1600.
Era un genio che seppe immaginare l'universo e le sue 
interconnessioni.
Purtroppo le sue teorie, modernissime per quei tempi, 
rendevano non necessaria l'esistenza di Dio.
Per questo la Chiesa cattolica lo condannò a morte.
Addio, grande amico del passato!

























sabato 14 aprile 2012

Che cos'è la filosofia?

Filosofia significa amore del sapere.
Secondo la tradizione il termine sarebbe una creazione del filosofo Pitagora, vissuto tra il VI e il V secolo a.C.
La parola indica un’aspirazione dell’uomo alla conoscenza vera, tendenza che non può aver fine, perché solo agli dei è concesso il possesso pieno della verità.

Ma quando nasce nell’uomo l’impulso a filosofare?
Certamente dopo aver soddisfatto i bisogni materiali, e dopo che l’uomo ha smesso di interpretare la realtà e l’esistenza umana attraverso il mito, e ha cominciato a cercare le cause prime dell’universo.

Lo scopo della filosofia è dunque il desiderio di conoscere la verità.
Da cosa nasce
questo bisogno?
Secondo Platone e Aristotele dalla meraviglia che prova l’uomo quando si pone davanti all’universo come un Tutto e si chiede quale ne sia l’origine e il fondamento e quale posto occupi egli stesso in questo universo.

I contenuti della filosofia sono le domande, le più generali possibili, che l’uomo si pone per tentare di comprendere la totalità del reale.
Domande che riguardano tutti gli uomini in quanto uomini, che si riferiscono soprattutto ai problemi del conoscere (gnoseologia) e dell’essere (metafisica): possibilità e limiti della conoscenza umana; i fondamenti costitutivi dell’universo; qual è il senso della vita umana? Dio esiste? La vita continua dopo la morte? Che cos’è il bello? Qual è il retto comportamento? Quali sono le regole del ragionamento?

La filosofia si pone come impostazione unitaria della conoscenza, e come discussione dei suoi limiti e delle sue possibilità.
Da essa in passato sono scaturite le singole scienze.
La filosofia ha ceduto ad esse la trattazione tecnica dei vari argomenti, ma non la trattazione filosofica, ossia l’esame critico ed unitario delle conoscenze, che rappresenta, in definitiva il nucleo centrale della cultura.
La filosofia mantiene il suo senso anche dopo il trionfo delle scienze particolari, perché esse rispondono solo a domande sulla parte e non sul “tutto”.

C’è però un punto in comune tra filosofia e religione: quello di occuparsi di speculazioni riguardo alle quali non è stata finora possibile una conoscenza definita.
Ma perché perdere tempo su tali insolubili problemi?
Perché da quando gli uomini sono diventati capaci di libero pensiero (quindi non hanno più voluto accettare risposte dogmatiche), le loro azioni sono venute a dipendere dalle loro teorie sul mondo e sulla vita umana, su ciò che è bene e ciò che è male (sistema di valori).
Insegnare a vivere senza la certezza e tuttavia senza essere paralizzati dall’esitazione è forse la funzione principale cui la filosofia può ancora assolvere.

Ma veniamo al metodo che la filosofia segue nelle sue indagini.
Essa mira ad una spiegazione puramente razionale della totalità (realtà) che vuole indagare.
Essa va, con la ragione, oltre l’esperienza e i fenomeni per trovare le cause della realtà.
A somiglianza delle scienze particolari
propone asserzioni fondate su criteri generali di conoscenza universalmente accettati e controllabili.
Perciò si può dire che Filosofia e Scienza sono due facce della medesima razionalità.
E sono visioni del mondo mai definitive, sempre pronte a superarsi di fronte ad una nuova scoperta o ad un nuovo problema che costringe a rimettere tutto in gioco.

E ancora la razionalità fa da criterio discriminante tra filosofia da una parte e arte e religione dall’altra.
Perché se è vero che anch’esse mirano a cogliere la totalità, la prima lo fa attraverso il mito e la fantasia, la seconda attraverso fede e rivelazione.

La filosofia fu una creazione greca.
Anche i popoli orientali ebbero una sapienza che tentava di interpretare il senso globale dell’universo e dell’esistenza umana, ma tale sapienza era intrisa di rappresentazioni fantastiche e mitiche.
I greci introdussero il logos, l’uso esclusivo della ragione nelle riflessioni sul Tutto. Questa scoperta greca condizionerà tutta la cultura occidentale.



lunedì 2 gennaio 2012

Che cos'è la filosofia


Filosofia significa amore del sapere.

Secondo la tradizione il termine sarebbe una
creazione del filosofo Pitagora, vissuto tra il VI
e il V secolo a.C.

La parola indica un’aspirazione dell’uomo alla
conoscenza vera, tendenza che non può aver fine,
perché solo agli dei è concesso il possesso pieno della
verità.

Ma quando nasce nell’uomo l’impulso a filosofare?
Certamente dopo aver soddisfatto i bisogni materiali,
e dopo che l’uomo ha smesso di interpretare la realtà e
l’esistenza umana attraverso il mito, e ha cominciato a
cercare le cause prime dell’universo.
Lo scopo della filosofia è dunque il desiderio di
conoscere la verità.

Da cosa nasce questo bisogno?
Secondo Platone e Aristotele dalla meraviglia che
prova l’uomo quando si pone davanti all’universo
come un Tutto e si chiede quale ne sia l’origine e il
fondamento e quale posto occupi egli stesso in questo
universo.

I contenuti della filosofia sono le domande, le più
generali possibili, che l’uomo si pone per tentare di
comprendere la totalità del reale.
Domande che riguardano tutti gli uomini in quanto
uomini, che si riferiscono soprattutto ai problemi del
conoscere (gnoseologia) e dell’essere (metafisica):
possibilità e limiti della conoscenza umana; i fondamenti
costitutivi dell’universo; qual è il senso della vita umana?
Dio esiste? La vita continua dopo la morte? Che cos’è il bello?
Qual è il retto comportamento? Quali sono le regole del
ragionamento?

La filosofia si pone come impostazione unitaria della
conoscenza, e come discussione dei suoi limiti e delle
sue possibilità.
Da essa in passato sono scaturite le singole scienze.
La filosofia ha ceduto ad esse la trattazione tecnica
dei vari argomenti, ma non la trattazione filosofica,
ossia l’esame critico ed unitario delle conoscenze, che
rappresenta in definitiva il nucleo centrale della cultura.

La filosofia mantiene il suo senso anche dopo il trionfo delle
scienze particolari, perché esse rispondono solo a domande
sulla parte e non sul “tutto”.

C’è un punto in comune tra filosofia e religione:

quello di occuparsi di speculazioni riguardo alle quali non è
stata finora possibile una conoscenza definita.
Ma perché perdere tempo su tali insolubili problemi?

Perché da quando gli uomini sono diventati capaci di
libero pensiero, equindi non hanno più voluto accettare
risposte dogmatiche, le loro azioni sono venute a
dipendere dalle loro teorie sul mondo e sulla vita umana,
su ciò che è bene e ciò che è male (sistema di valori).

Insegnare a vivere senza la certezza e tuttavia
senza
essere paralizzati dall’esitazione è forse la
funzione
principale cui la filosofia può ancora
assolvere
.


Ma veniamo al metodo che la filosofia segue nelle

sue indagini.
Essa mira ad una spiegazione puramente razionale
della totalità (realtà) che vuole indagare.
Essa va, con la ragione, oltre l’esperienza e i fenomeni
per trovare le cause della realtà.
A somiglianza delle scienze particolari propone asserzioni
fondate su criteri generali di conoscenza universalmente
accettati e controllabili.
Perciò si può dire che Filosofia e Scienza sono due facce
della medesima razionalità.

E sono visioni del mondo mai definitive, sempre
pronte a
superarsi di fronte ad una nuova scoperta
o ad un nuovo
problema che costringe a rimettere
tutto in gioco.

E ancora la razionalità fa da criterio discriminante tra
filosofia da una parte e arte e religione dall’altra.
Perché se è vero che anch’esse mirano a cogliere la
totalità, la prima lo fa attraverso il mito e la fantasia,
la seconda attraverso fede e rivelazione.

La filosofia fu una creazione greca. Anche i popoli
orientali ebbero una sapienza che tentava di
interpretare il senso globale dell’universo e
dell’esistenza umana, ma tale sapienza era intrisa
di rappresentazioni fantastiche e mitiche.
I greci introdussero il logos, l’uso esclusivo della
ragione nelle riflessioni sul Tutto.
Questa scoperta greca condizionerà tutta la cultura
occidentale.

Qualche suggerimento di lettura:
BERTRAND RUSSEL, Storia della filosofia occidentale,
Longanesi Milano 1966.

L.GEYMONAT, Storia del pensiero filosofico e scientifico,
Garzanti Milano 1977.


Per leggere l’articolo nella sua interezza:

http://www.tinas.it/filosofia/che_cosa.htm




lunedì 26 dicembre 2011

Apologo su Voltaire


Un amico si recò a far visita a Voltaire morente.

Il filosofo, notoriamente considerato un nemico della religione, giaceva a letto con gli occhi chiusi.
L'amico, volendo controllare se Voltaire fosse ancora in vita, si avvicinò a lui con una candela accesa. Un po' di cera cadde sulle lenzuola, che presero subito fuoco.
Immediatamente il filosofo si risvegliò e vedendo le fiamme, in un ultimo guizzo d'ironia esclamò:"Des flammes, déjà!"