Ci sono cascata di nuovo. Ero rimasta delusa dalle parole del Papa riguardo alla mattanza di Charlie Hebdo, vedi un precedente post:
La satira e il papa
Bene, ci sono cascata di nuovo.
Parlando di scuola, il Papa ha tuonato contro l'insegnamento di genere a scuola. Intendendo con insegnamento di genere, la possibilità di insegnare agli alunni che al mondo non esistono solo persone eterosessuali, ma anche omosessuali e transessuali. E che tutti hanno diritto ad avere diritti e rispetto.
Spero che la prossima volta non ci cascherò più. Lo so che le religioni non possono essere democratiche, ma che volete farci, non ci riesco proprio a pensare che qualcuno, capo politico o religioso che sia, voglia impedire il libero pensiero, la libera espressione, e il rispetto per tutti i tipi di diversità all'interno dell'umanità. Diversità che sono tante.
domenica 25 gennaio 2015
Ci sono cascata di nuovo
lunedì 19 gennaio 2015
benedizioni
Ieri abbiamo fatto una piccola gita.
Arrivati nei pressi di Fara Sabina, ci siamo trovati incolonnati in una discreta coda.
Un incidente? Non si vedeva nulla di preoccupante.
Era più o meno l'ora in cui i devoti uscivano dalla messa. Qualcuno ha fermato una signora, sporgendosi dal finestrino e chiedendo lumi.
Risposta: "c'è la fila perché il prete benedice le macchine e raccoglie l'obolo. Sa, una volta si benedicevano gli animali...
venerdì 16 gennaio 2015
La satira e il Papa
Non mi è piaciuto Papa Bergoglio quando in aereo, parlando degli omicidi compiuti in Francia contro Charlie Hebdo, ha detto che non condivideva il metodo ma comprendeva in sostanza l'....zzamento dei terroristi per le vignette su Maometto.
Anche lui, ha detto, se gli avessero offeso la madre, avrebbe sferrato un pugno, (e cioè avrebbe usato violenza). E poi non si deve recare offesa alle credenze religiose.
Ho detto all'inizio che non mi era piaciuto papa Bergoglio, poi riflettendo ho pensato che il papa fa il suo lavoro. Le religioni non possono essere democratiche, i dogmi sono incriticabili.
Io però sono laica, e quindi ho il diritto di mettere in dubbio e criticare quel che voglio.
I vignettisti uccisi hanno fatto satira, cioè hanno usato il loro diritto di criticare ed esporre le magagne dei poteri politici e religiosi.
Possono non piacere, a volte possono essere di cattivo gusto, ma la libertà di stampa e di espressione delle idee va tutelata da uno Stato democratico.
Se la satira poi dovesse incorrere nella menzogna, si può ricorrere alla Giustizia.
Metto un link ad un articolo che condivido:
Lia Celi: un catechismo da bullo della fede.
domenica 21 dicembre 2014
una legge sull'eutanasia
Qualche giorno fa è morta Virna Lisi.
La notizia della sua scomparsa mi ha fatto venire in mente un pensiero: e se capitasse anche a me di essere colpita da una malattia incurabile, ma non avessi la stessa "fortuna" di morire nel sonno, cosa farei?
Mi sono detta che la cosa più accettabile, per me, sarebbe di poter avere una buona legge sull'eutanasia.
Una buona legge che non permetta abusi, ma che accompagni con gentilezza all'ultimo passo un anziano o un giovane, che giudichi di non avere più aspettative accettabili di vita.
Che la persona in questione possa scegliere il momento, circondata dalle persone care o dagli amici, e che un medico compassionevole gli somministri il farmaco che lo aiuti ad addormentarsi, per l'ultima volta.
Naturalmente spero di vivere più a lungo possibile.
E' chiaro che invecchiando si incorre in problemi sanitari di varia natura; ma se questi problemi per la loro gravità dovessero impedire una vita "accettabile", penso ad un cancro terminale (esperienza devastante e portatrice spesso di dolori intollerabili) o ad una malattia altamente invalidante (penso a Piergiorgio Welby), ebbene in questi casi penso che ognuno di noi abbia il diritto di fare la sua scelta.
E la scelta è tra due opzioni possibili:
- decidere di continuare a vivere, e in questo caso lo Stato ha il dovere di assicurare alle persone un'adeguata assistenza medica, in modo da liberarle perlomeno dal dolore attraverso farmaci idonei allo scopo
- decidere di morire, e in questo caso lo Stato ha il dovere di provare ad assicurare alle persone un trapasso il meno possibile traumatico attraverso l'eutanasia.
Penso che in Italia una legge sull'eutanasia non ci sia perché l'Italia è sede del Vaticano, e il Governo non vuole inimicarsi i vertici della Chiesa cattolica, perché ci sarebbero ripercussioni politiche.
Ma in questo modo lo Stato laico non rispetta i suoi cittadini, e impone anche ai non cattolici le regole della religione cattolica (secondo la quale la vita ci è donata da Dio e solo lui può deciderne il termine).
La decisione è per certi versi più complessa quando non ci si trovi di fronte ad una malattia incurabile, ma ugualmente non si desideri continuare a vivere.
Riguardo a questo, se volete, potete leggere un precedente post:
diritto di vivere diritto di morire
In questo caso, quello che proprio non riuscivo ad accettare, era il fatto che le cliniche svizzere della morte guadagnassero sui problemi esistenziali delle persone.
Riguardo alla scelta di Lucio Magri di voler morire, dopo la perdita della persona amata, e il fallimento dell'impegno politico di una vita, tendo a pensare che ognuno dovrebbe essere libero di decidere anche in questo caso.
Ma mi sembra terribile che non si possa fare molto per aiutare.
mercoledì 19 novembre 2014
Umberto Veronesi, "Il mestiere di uomo".
E' uscito ieri un libro autobiografico di Umberto Veronesi, famoso oncologo italiano.
Ne ho letto alcuni estratti sul quotidiano "La Repubblica".
L'autore racconta di essere nato in una famiglia non benestante, di essere rimasto presto orfano di padre, e di aver stabilito un rapporto forte col parroco del luogo, un religioso non convenzionale.
Racconta poi come, da puntuale chierichetto qual era nell'infanzia, si sia allontanato dalla religione.
Grande importanza ha avuto per lui l'esperienza della Seconda Guerra Mondiale, in cui furono mandati ad uccidersi reciprocamente ragazzi che si trovavano su sponde opposte, e di Auschwitz.
A questo punto nacque in lui la domanda: come può permettere Dio queste cose?
Veronesi racconta che in un primo momento voleva diventare psichiatra, per capire da quali menti malate e da quali meccanismi possano sorgere certe decisioni negli uomini.
Gli capitò invece di entrare in un reparto di oncologia, ricordiamoci che Veronesi è nato nel 1925, e che ai tempi in cui entrò in quel reparto, le cure per i tumori erano alquanto inefficaci.
E qui, vedendo bambini che morivano di tumore giorno per giorno invasi dalle metastasi, gli accade di fare le stesse riflessioni che aveva fatto per Auschwitz: ma se Dio esiste, come può permettere una cosa del genere? Fino ad arrivare a dire che il cancro è la prova che Dio non esiste.
Dall'articolo su Repubblica sono derivate molte polemiche, soprattutto sui giornali di destra, abituati ad ostentare un'osservanza che a me appare molto ipocrita, per i dettami della Chiesa cattolica.
Un quotidiano ha addirittura tentato di ridicolizzare le posizioni di Veronesi parlando di un nonnino novantenne...
Non sono mancate le dichiarazioni di Zichichi: "L'esistenza del mondo è la prova dell'esistenza di Dio", di aristotelica memoria. Se fosse così semplice...
Le mie riflessioni sono queste: dal punto di vista scientifico non si può affermare né che Dio ci sia né che non ci sia, quindi ognuno dovrebbe essere libero di seguire i suoi convincimenti, nel rispetto di quelli altrui.
Detto questo, sono molti coloro che si sono chiesti, compresi alcuni teologi: ma se Dio esiste come può permettere il male nel mondo? vedi il discorso su Auschwitz, i bambini sofferenti per il cancro, la stoltezza delle guerre.
La Chiesa risponde che Dio vuol metterci alla prova, ma questo mi sembrerebbe mettere in atto una specie di teatrino da parte della divinità.
Tant'è che alcuni teologi, proprio perché è umanamente impossibile accettare l'idea di un dio immensamente buono che accetta il male e sofferenze indicibili, parlano di un dio minore, non un creatore, ma solo una specie di governante del creato; mi sembra anche questa una posizione inconcludente.
Messa alle strette la Chiesa conclude che le intenzioni divine sono imperscrutabili e così evita di rispondere.
La mia personale posizione è vicina a quella di Feuerbach e di Freud: Dio, o meglio l'idea di Dio, è una proiezione umana.
Una proiezione dettata dalla paura di fronte al mondo, e dalla necessità di avere un Padre onnipotente a cui rivolgersi.
Anch'io mi sento così, debole di fronte a tutto ciò che non è in mio potere controllare, con la continua tentazione, che risale alla mia infanzia, di affidarmi e chiedere aiuto a chi tutto può.
Ma penso che questo essere, che ognuno plasma nella mente a suo piacimento, non ci sia.
venerdì 25 aprile 2014
Domenica a Roma la canonizzazione di due Papi
Attese centinaia di migliaia di persone; si è parlato di evento mediatico-pubblicitario.
Si legge che vengono acquistati in abbondanza gadget di Giovanni Paolo II, quasi ignorati quelli dell'altro. Forse perché troppo lontano nel tempo, soprattutto per i giovani.
Impossibile evitare un confronto tra i due.
Giovanni Paolo II è stato un genio nell'uso dei media, supportato in questo da Navarro Valls: organizzazione di grandi eventi, viaggi, papa-boys, e capacità di relazionarsi con le masse.
Ricordo la foto al balcone con Pinochet.
Giovanni Paolo II mi ha fatto sempre un'impressione particolare: più che un papa impegnato sulla dottrina, mi è sembrato un emulo dei papi guerrieri del passato.
Come Giulio II. Si chiamava così, mi sembra, il papa che commissionò la Cappella Sistina a Michelangelo. Sempre alla testa del suo esercito.
Un papa che lottò, utilizzando, dicono, le enormi quantità di denaro che passavano per lo Ior, per finanziare la caduta del comunismo.
Il papa che, arrivato agli estremi della sua malattia chiese di essere lasciato andare.
E questa è l'unica cosa che posso comprendere, anche se la Chiesa cattolica ancora non ammette che i suoi fedeli possano fare lo stesso in analoga situazione.
Giovanni XXIII, un papa in apparenza tradizionalista, che ebbe il coraggio di indire il Concilio Vaticano II, col quale voleva portare la Chiesa ad affrontare i problemi posti alla religione cattolica dalla modernità.
Un Concilio di cui da anni si è tentato di affossare i risultati.
domenica 9 dicembre 2012
Laicità e Religioni
Che cosa ha detto il cardinale?
Ha detto che lo Stato laico minaccia la libertà religiosa.
Ora, dobbiamo ricordare che lo Stato laico è quello che si assume il compito di proteggere tutte le credenze religiose, così come di rispettare gli atei.
Ma forse è proprio questo il problema per il cardinale, che infatti asserisce che la neutralità dello Stato laico rivela una visione del mondo senza Dio.
Da queste parole del porporato nasce un problema di libertà. Asserire che lo Stato laico permette/rivela anche una visione del mondo senza Dio, significa che per Scola questo non dovrebbe essere, e cioè che lo Stato dovrebbe imporre ai cittadini una religione.
mercoledì 21 novembre 2012
Attivisti del Teatro Valle aggrediti nel quartiere ebraico a Roma
Cinque ragazzi, attivisti del Teatro Valle, sono stati picchiati mercoledì scorso nel quartiere ebraico di Roma, al termine della manifestazione studentesca.
Sarebbe grave se si scoprisse che i colpevoli dell'aggressione sono stati dei cittadini romani di religione ebraica.
All'inizio sono state porte delle scuse dalla Comunità ebraica, poi qualcuno ha cominciato a dire che il filmato è falso. Ma il filmato chiunque lo può vedere ed esaminare.
Certo quelle intimazioni a non entrare nel quartiere ebraico sono veramente inaccettabili!
Vogliamo tornare ad un vivere più civile, e alla possibilità di manifestare tutti le nostre idee, e le nostre critiche?
sabato 29 settembre 2012
l'ora di religione
mercoledì 14 dicembre 2011
mancanza di commenti adeguati a disposizione
La morte del ragazzo, rimasto schiacciato sotto le impalcature che si stavano montando per il concerto di Giovanotti, è una punizione divina.
Questo afferma il sito "religioso" Pontifex.
Punizione divina in quanto il cantante aveva parlato di preservativo.
giovedì 1 dicembre 2011
libertà di scelta e Stato laico
Penso che decidere di uccidersi sia una scelta difficilissima, e che il nostro impulso più forte, forse l'unico impulso naturale che riconosco, sia il desiderio di sopravvivere.
Perciò, per decidere di privarsi della vita, dev'esserci un motivo veramente molto serio, cogente direi.
Al di là del fatto che bisognerebbe porre attenzione alle persone fragili, quelle che tentano spesso il suicidio, che per fortuna non va sempre a segno, e quelle sono chiaramente persone che hanno bisogno di aiuto, il fatto dirimente secondo me è la libertà di scelta delle persone.
Ieri un membro della Chiesa cattolica ha dichiarato che la vita non è nostra ma è di Dio, quindi noi non siamo liberi di disporne. Questa è la posizione della Chiesa cattolica ed è chiaro che avrà valore per i suoi fedeli.
Per i suoi fedeli ripeto, ma la Chiesa cattolica non può avere la pretesa che questa debba essere la posizione dello Stato laico, e costrittivamente imposta ai cittadini.
domenica 20 marzo 2011
il crocefisso simbolo passivo?
La Corte europea per i diritti dell'uomo, ribaltando una precedente pronuncia, ha assolto l'Italia dall'accusa di violazione della libertà religiosa.
In fondo, dice la Corte, il crocefisso è solo un simbolo passivo.
Ma se il crocefisso è solo un simbolo passivo perché la sua presenza nei luoghi istituzionali dello stato laico suscita tanta indignazione in tanti cittadini?
La sua presenza, al di fuori delle case private e dei luoghi adibiti al culto, mi sembra piuttosto un'occupazione delle istituzioni italiane da parte di uno stato straniero.
Lo stato laico, al contrario, dovrebbe essere quello che tutela tutti i citadini, sia che professino una religione, sia che non siano credenti.
Quindi, per evitare il ridicolo di esporre sulle pareti degli uffici pubblici le centinaia di simboli che rappresentano tutte le religioni del mondo, lasciando poi uno spazietto apposito dedicato agli atei, direi che queste pareti andrebbero lasciate libere da simboli.
Questa seconda pronuncia mi sembra chiaramente di natura politica.
La Corte, non so per qual motivo, avrà deciso di dare un contentino al governo italiano.
Questo comportamento, da parte della Corte europea, mi sconforta molto.
Un altro motivo di delusione e sconcerto sono state le dichiarazioni del PD per bocca di un certo Farinone, che in sostanza ha detto ai laici: ma quanto la fate lunga! E già Bersani aveva detto qualcosa del genere.
Che schifo che anche il PD, per non inimicarsi il Vaticano, sostenga tesi non democratiche.
P.S. Questa ridicola storia del simbolo passivo, rischia di sminuire il valore della persona di Cristo.
Che sia esistito o meno, anche una persona atea quale io sono apprezza e ammira molte delle cose che si racconta andasse predicando, a cominciare dalla rivendicazione dell'uguale valore di tutti gli esseri umani.
lunedì 31 maggio 2010
Chiesa e pedofilia
Non mi pare che le lacrime ostentate dal pontefice in qualche occasione, o dire che i pedofili avranno nell'aldi là un inferno più duro degli altri serva a qualcosa.
Ci state prendendo in giro? Parlate dell'al di là e ancora affermate che non c'è obbligo per la Chiesa di denunciare episodi di pedofilia che la riguardino, di cui venga a conoscenza.
Insisto: libera Chiesa in libero Stato: la Chiesa deve rispettare le leggi, così come deve rinunciare a riscuotere l'8 per mille di coloro che non hanno espressamente richiesto che vada ad essa.
lunedì 4 gennaio 2010
martedì 3 novembre 2009
La Corte UE boccia il crocifisso in aula
Riguardo al no di Strasburgo ai crocefissi nelle aule, quanta ipocrisia nei commenti, anche da parte di esponenti del PD, e quanta paura di perdere l'appoggio delle gerarchie ecclesiastiche!
Il crocifisso ha come sua idonea collocazione gli edifici di culto, i conventi e le case dei fedeli che lo desiderino.
Che il crocifisso sia esposto negli uffici pubblici e nelle scuole, è una grave violazione alla libertà di culto e alla laicità dello Stato, è un'imposizione a chi ha un credo diverso o a chi è agnostico o ateo. Una costrizione ed una sopraffazione.
mercoledì 21 ottobre 2009
L'ora di religione
Fulmini e saette da parte della Lega.
In linea generale non avrei niente in contrario, come non avrei nulla da ridire circa l'introduzione di un'ora di religione ebraica, o buddista o altro.
Nella presente situazione italica però, mi sembra che ci sia una situazione da sanare: propongo l'abolizione dell'ora di religione cattolica, che si presenta come un'ora di indottrinameno e non di legittimo studio di una religione, in quanto legata al Concordato.
A mio parere, perché lo Stato ridiventi padrone in casa sua, riacquisti la sua laicità, cioè la sua capacità e dovere di tutelare tutti i tipi di credenze, deve sganciare lo studio delle religioni da concordati di qualsiasi tipo coi rispettivi rappresentanti religiosi.
Per essere più chiara, propongo, al posto dello studio di questa o quella religione, l'introduzione di un'ora o due di storia delle religioni, con serio intento di comprensione e confronto, e al di là di ogni tentativo di indottrinamento.
giovedì 25 giugno 2009
viva l'onda verde iraniana
Mi commuove sempre vedere qualcuno che lotta e che rischia perfino la vita, perché questa sia degna di essere vissuta.
E degna di essere vissuta significa una vita in fin dei conti normale, in cui tu possa permettere a tua figlia di uscire col fidanzato, di non coprire la testa col velo (segno di sottomissione e inferiorità della donna), di andare e venire liberamente, di studiare ciò che vuoi, eccetera.
Mi ha colpito il fatto che Meda, la ragazzina sedicenne uccisa, fosse scesa a manifestare in compagnia del padre.
Una manifestazione che ha visto insieme generazioni diverse, unite nel sostegno ad elezioni non manipolate dal regime fondamentalista, e in favore di un candidato in fondo moderatamente riformista.
Ma la religione al potere è il diavolo, scusate il paradosso, pretende di scegliere per quelli che non considera cittadini, ma sudditi sempre in procinto di sbagliare, la cui unica presa di posizione deve essere quella di aderire incondizionatamente a quello che i capi religiosi hanno stabilito sia il bene per loro.
Un triste destino quello degli iraniani. Gioirono quando riuscirono a far cadere il corrotto regime dello Scià, sotto cui in fin dei conti si erano abituati ad un tipo di vita simile a quello occidentale, (anche se parecchi sono i problemi che le cosiddette nazioni occidentali dovrebbero affrontare e tentare di risolvere), ma erano caduti dalla padella nella brace.
Illudendosi di aver fatto trionfare una classe dirigente più pulita, si erano purtroppo consegnati nelle mani dei fondamentalisti religiosi.
Invece di combattere la corruzione: sottomissione ai diktat religiosi.
Speriamo di non dover assistere a troppe morti, e che questi sacrifici servano agli iraniani per raggiungere la libertà.
P.S. L'onda verde in Iran forse non sarebbe neppure nata, o sarebbe morta subito, se non fosse stata aiutata dalla rete.
Ricordiamocene quando il governo in Italia tenta di mettere la mordacchia alla stampa, e comincia ad allungare la sua manina pelosa anche sulla rete, che in questo caso si è veramente dimostrata un baluardo nella lotta contro il potere e le sue bugie.
giovedì 16 aprile 2009
trovare soldi per l'Abruzzo
Ricordo che il 5 per mille è normalmente devoluto dai contibuenti a meritorie associazioni di volontariato.
Se si facesse questo, le suddette associazioni di volontariato, che in molti casi operano in situazioni nelle quali lo Stato è carente, non potrebbero più svolgere il loro compito.
Molto più razionale mi sarebbe sembrata la proposta di devolvere l'8 per mille, alla ricostruzione in Abruzzo.
Perché questa proposta non è stata fatta?
Penso per non toccare fondi che finiscono in gran parte, in modo surrettizio, alla Chiesa cattolica.
mercoledì 18 marzo 2009
la morale del papa e le sofferenze umane
Io non saprei dirlo meglio, perciò vi segnalo un articolo di Marco Travaglio sull'invito del papa a non usare il preservativo, per proteggersi dall'Aids:
http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=85821