- Cominciamo dal raid americano a Kunduz, in Afganistan, nel corso del quale è stato bombardato l'Ospedale di Médecins sans frontières.
Nel corso di questo attacco sono state uccise almeno 20 persone, tra malati (di cui 3 bambini) e personale infermieristico. Una dirigente del centro ha dichiarato di aver visto bruciare vivi nel letto alcuni malati.
Gli USA hanno tentato di giustificare la strage cambiando più volte versione; la prima versione sosteneva che erano sicuri che all'interno dell'Ospedale ci fossero dei talebani.
Versione smentita dai responsabili di MsF: i responsabili dell'attacco sapevano bene che in quel luogo era presente il loro Ospedale, e pur essendo stati più volte chiamati, hanno continuato a bombardare per oltre 40 minuti.
In conseguenza di tutto ciò Médicins sans frontières ha lasciato Kunduz; l'anno passato avevano curato 22.000 persone.
Agli USA dava fastidio ch in una zona di guerra fosse presente un Ospedale che curava tutti?
- La minoranza Dem in Parlamento si adegua alle intimazioni del dittatorello e vota di conseguenza.
Si salvano solo Mineo, Tocci e Casson. Il PD non esiste più, se ne rendono conto?
- La scrittrice Simona Vinci si sposa civilmente col suo compagno, e dichiara di averlo fatto solo perché alle coppie di fatto, anche se in presenza di figli, non sono garantiti diritti.
Tra le altre cose si riferiva alla non possibilità di assistere il compagno/a in caso di malattia.
Ricordate il caso del famoso alpinista Bonatti? Alla sua almeno trentennale compagna, Rossana Podestà, fu impedito di assisterlo e accompagnarlo alla morte durante la sua agonia.
Dando prova di totale assenza di condivisione di fronte alla sofferenza, la Curia di Bologna afferma che il matrimonio della scrittrice, dati i presupposti, è nullo.
La persona che ha pronunciato questa frase l'ha chiaramente fatta fuori dal vaso. Prepotenza, ignoranza, chissà?
Non ricordava che non di matrimonio religioso si trattava, ma di matrimonio civile, al di fuori quindi delle regole della Chiesa.
martedì 6 ottobre 2015
Assurdità e orrori della settimana trascorsa
lunedì 9 febbraio 2015
prostituzione a Roma
A Roma un Minisindaco sta tentando di dedicare alcune strade dell'Eur all'esercizio della prostituzione.
Si tratta, a mio parere, di un illegale tentativo di legalizzare la prostituzione, illegale perché sono provvedimenti possibili solo in seguito ad una legge dello Stato.
La motivazione manifesta alla base di tutto questo, sarebbe quella di relegare la prostituzione in luoghi appositi, liberandone così le strade adiacenti agli edifici, e quella di sottrarre chi esercita la prostituzione alla schiavitù dei papponi.
Se fosse sincero, definirei questo un tentativo maldestro, che finirebbe semplicemente per espandere in altre strade il mercimonio, e per moltiplicare per due "la tassa" a carico dei lavoratori del sesso: non più soldi solo ai papponi, ma tasse anche allo Stato nuovo pappone, o prosseneta, se preferite un termine più elegante.
In un momento difficile per l'economia, anche a causa dell'evasione fiscale e della mancata lotta ad esso, si vuol fare cassa togliendo diritti a pensionati e lavoratori, e quindi perché non mungere anche i "lavoratori del sesso"?
Si fa finta di voler tutelare i cittadini, invece di fare quello che sarebbe l'unico dovere dello Stato: arrestare i papponi, e aiutare tutti ad avere un lavoro decente.
A parte ciò, non posso proprio sopportare la deriva di un certo tipo di femminismo che parla di una libera decisione di esercitare la prostituzione.
Nella realtà la maggior parte delle persone che esercitano la prostituzione sono vittime della tratta e dei papponi.
E' possibile che ci siano anche delle persone che decidano di usare questo mezzo per mantenersi, ma vendere un rene, come anche vendere prestazioni sessuali, non mi sembrano decisioni derivanti da una considerazione positiva della propria identità di essere umano.
Un liberismo economico sfrenato ci sta schiavizzando, e vuole anche ammantarsi di legalità!
mercoledì 7 gennaio 2015
No all'obiezione di coscienza negli Ospedali Pubblici
Ho firmato una petizione di change.org, che chiede sia vietata l'obiezione di coscienza negli Ospedali Pubblici, ecco il link:
No all'obiezione di coscienza negli Ospedali Pubblici
Gli obiettori di coscienza fanno confusione tra libertà di coscienza e obiezione di coscienza.
La libertà di coscienza è un diritto che non può trovare limitazioni.
Nessuno può accettare di compiere azioni che ledano diritti fondamentali (sanciti peraltro dalla Costituzione).
L'obiezione di coscienza invece, facciamo l'esempio dell'opposizione all'aborto, fa riferimento a convinzioni personali, quasi sempre di natura religiosa, che vorrebbero limitare un diritto garantito dalla Legge.
Ricordiamoci sempre che lo Stato è laico.
domenica 21 dicembre 2014
una legge sull'eutanasia
Qualche giorno fa è morta Virna Lisi.
La notizia della sua scomparsa mi ha fatto venire in mente un pensiero: e se capitasse anche a me di essere colpita da una malattia incurabile, ma non avessi la stessa "fortuna" di morire nel sonno, cosa farei?
Mi sono detta che la cosa più accettabile, per me, sarebbe di poter avere una buona legge sull'eutanasia.
Una buona legge che non permetta abusi, ma che accompagni con gentilezza all'ultimo passo un anziano o un giovane, che giudichi di non avere più aspettative accettabili di vita.
Che la persona in questione possa scegliere il momento, circondata dalle persone care o dagli amici, e che un medico compassionevole gli somministri il farmaco che lo aiuti ad addormentarsi, per l'ultima volta.
Naturalmente spero di vivere più a lungo possibile.
E' chiaro che invecchiando si incorre in problemi sanitari di varia natura; ma se questi problemi per la loro gravità dovessero impedire una vita "accettabile", penso ad un cancro terminale (esperienza devastante e portatrice spesso di dolori intollerabili) o ad una malattia altamente invalidante (penso a Piergiorgio Welby), ebbene in questi casi penso che ognuno di noi abbia il diritto di fare la sua scelta.
E la scelta è tra due opzioni possibili:
- decidere di continuare a vivere, e in questo caso lo Stato ha il dovere di assicurare alle persone un'adeguata assistenza medica, in modo da liberarle perlomeno dal dolore attraverso farmaci idonei allo scopo
- decidere di morire, e in questo caso lo Stato ha il dovere di provare ad assicurare alle persone un trapasso il meno possibile traumatico attraverso l'eutanasia.
Penso che in Italia una legge sull'eutanasia non ci sia perché l'Italia è sede del Vaticano, e il Governo non vuole inimicarsi i vertici della Chiesa cattolica, perché ci sarebbero ripercussioni politiche.
Ma in questo modo lo Stato laico non rispetta i suoi cittadini, e impone anche ai non cattolici le regole della religione cattolica (secondo la quale la vita ci è donata da Dio e solo lui può deciderne il termine).
La decisione è per certi versi più complessa quando non ci si trovi di fronte ad una malattia incurabile, ma ugualmente non si desideri continuare a vivere.
Riguardo a questo, se volete, potete leggere un precedente post:
diritto di vivere diritto di morire
In questo caso, quello che proprio non riuscivo ad accettare, era il fatto che le cliniche svizzere della morte guadagnassero sui problemi esistenziali delle persone.
Riguardo alla scelta di Lucio Magri di voler morire, dopo la perdita della persona amata, e il fallimento dell'impegno politico di una vita, tendo a pensare che ognuno dovrebbe essere libero di decidere anche in questo caso.
Ma mi sembra terribile che non si possa fare molto per aiutare.
lunedì 21 luglio 2014
ingiustizie giustificate in nome di credenze religiose
Quindi lo Stato, laico, finanzia un Istituto parificato, cioè privato, accettando che quest'ultimo non rispetti i diritti di tutti i cittadini.
Paradossalmente, questo episodio rientra in una logica simile a quella degli Ospedali, anche pubblici, in cui si permette a medici "obiettori di coscienza" di negare l'aborto.
Tra parentesi, una parte di questi medici obiettori, va a praticare l'aborto a pagamento nelle cliniche private.
Anche in questo caso lo Stato, laico, permette di non rispettare un diritto dei cittadini, sancito dalla legge.
domenica 9 dicembre 2012
Laicità e Religioni
Che cosa ha detto il cardinale?
Ha detto che lo Stato laico minaccia la libertà religiosa.
Ora, dobbiamo ricordare che lo Stato laico è quello che si assume il compito di proteggere tutte le credenze religiose, così come di rispettare gli atei.
Ma forse è proprio questo il problema per il cardinale, che infatti asserisce che la neutralità dello Stato laico rivela una visione del mondo senza Dio.
Da queste parole del porporato nasce un problema di libertà. Asserire che lo Stato laico permette/rivela anche una visione del mondo senza Dio, significa che per Scola questo non dovrebbe essere, e cioè che lo Stato dovrebbe imporre ai cittadini una religione.
sabato 29 settembre 2012
l'ora di religione
martedì 3 novembre 2009
La Corte UE boccia il crocifisso in aula
Riguardo al no di Strasburgo ai crocefissi nelle aule, quanta ipocrisia nei commenti, anche da parte di esponenti del PD, e quanta paura di perdere l'appoggio delle gerarchie ecclesiastiche!
Il crocifisso ha come sua idonea collocazione gli edifici di culto, i conventi e le case dei fedeli che lo desiderino.
Che il crocifisso sia esposto negli uffici pubblici e nelle scuole, è una grave violazione alla libertà di culto e alla laicità dello Stato, è un'imposizione a chi ha un credo diverso o a chi è agnostico o ateo. Una costrizione ed una sopraffazione.
mercoledì 21 ottobre 2009
L'ora di religione
Fulmini e saette da parte della Lega.
In linea generale non avrei niente in contrario, come non avrei nulla da ridire circa l'introduzione di un'ora di religione ebraica, o buddista o altro.
Nella presente situazione italica però, mi sembra che ci sia una situazione da sanare: propongo l'abolizione dell'ora di religione cattolica, che si presenta come un'ora di indottrinameno e non di legittimo studio di una religione, in quanto legata al Concordato.
A mio parere, perché lo Stato ridiventi padrone in casa sua, riacquisti la sua laicità, cioè la sua capacità e dovere di tutelare tutti i tipi di credenze, deve sganciare lo studio delle religioni da concordati di qualsiasi tipo coi rispettivi rappresentanti religiosi.
Per essere più chiara, propongo, al posto dello studio di questa o quella religione, l'introduzione di un'ora o due di storia delle religioni, con serio intento di comprensione e confronto, e al di là di ogni tentativo di indottrinamento.
sabato 31 gennaio 2009
ancora sulla manifestazione di Piazza Farnese
Sulla stampa si sono fatte molte chiacchiere su una presunta offesa di Di Pietro al Presidente della Repubblica.
Sono andata a guardare ed ascoltare la registrazione su Micromega, vedi post precedente sulle accuse di Di Pietro al Presidente Napolitano, e ho riscontrato che si trattava di bugie.
Silenzio assoluto della stampa invece, riguardo alle dichiarazioni dei parenti delle vittime della mafia.
Mi riferisco soprattutto al fratello di Paolo Borsellino, che fa delle accuse pesantissime ad alcuni politici; accuse tanto pesanti da meritare, se non vere, una denuncia immediata.
E la stampa che cosa ha fatto? Non ha né commentato né riportato una notizia esplosiva, e ha deviato l'interesse dei lettori su una notizia inesistente, ossia sulla presunta offesa al Presidente della Repubblica.
Perché?
Ma veniamo alle accuse di Salvatore Borsellino.
Riferisce che prima di essere assassinato, suo fratello ebbe un incontro con Mancino, attuale vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, da cui uscì sconvolto.
In quell'incontro sarebbe stato prospettato al giudice un accordo dello Stato con la mafia.
Paolo Borsellino, poco dopo, fu fatto saltare in aria con la sua scorta.
Salvatore Borsellino considera la morte del fratello un omicidio di stato, a causa del suo rifiuto di aderire a quel patto immondo.
L'onorevole Mancino si difende negando di aver mai incontrato il giudice Borsellino. Dichiara anzi di non aver mai saputo neanche che faccia avesse Paolo Borsellino.
Ma come è possibile, dato che Mancino, allora ministro dell'Interno, certamente aveva partecipato alle esequie del giudice Falcone, durante le quali Paolo Borsellino portò a spalla la bara del giudice assassinato?
Ma c'è di più, mi sembra che Salvatore Borsellino chiami direttamente in causa per la soppressione del fratello, il Sisde, ossia i nostri servizi segreti.
Mi sembrano affermazioni gravissime. Per ora tutto tace riguardo ad esse.