A proposito del terrorismo islamico, linko un articolo del Fatto Quotidiano:
terrorismo islamico
In questo articolo l’islamologo Branca dice:
“Jihadisti reagiscono all’Occidente che consegna i loro Paesi a despoti locali”. E inoltre
"I fondamentalisti reagiscono alla situazione di stallo totale dei loro
Stati d'origine, dove il dissenso politico non si è
mai potuto esprimere attraverso partiti, sindacati, associazioni
libere".
Mi sembra che l'Occidente, rappresentato dagli USA e da alcuni paesi europei, stiano ripetendo, nei confronti dei paesi arabi, ciò che è triste tradizione degli Stati Uniti, nei confronti dei paesi centro e sud-americani.
Ossia mettere o favorire al potere di questi paesi un fantoccio locale, che invece di rappresentare gli interessi dei paesi in questione, rappresenti gli interessi dei mandanti.
In questa linea mi sembra di poter leggere l'uccisione o il ripetuto tentativo di defenestrare Gheddafi in Libia, Saddam Hussein in Iraq, e Assad in Siria.
Capi che potremmo definire dittatori, certamente non il meglio possibile per un popolo, ma pur sempre politici che intendevano fare gli interessi dei paesi che governavano.
Politici in genere laici, che quindi non fomentavano guerre di religione.
Politici con cui si sarebbero potute stabilire linee commerciali, trattando su un innalzamento dei diritti umani.
Ma questo sarebbe potuto avvenire se l'Occidente fosse stato in buona fede.
venerdì 23 dicembre 2016
Occidente e terrorismo islamico
domenica 6 dicembre 2015
Presepi e crocifissi
Non penso che l'accoglienza di persone che per vari motivi vengono in Italia, lasciando il paese d'origine, debba essere per noi motivo di rinunciare a feste o tradizioni. Con la scusa che si potrebbe offendere la sensibilità di persone di altre culture e religioni.
E tuttavia in questi giorni, soprattutto la Destra e la Lega, hanno fatto molta cagnara sul rifiuto di un Preside di una scuola elementare di fronte alla richiesta di due mamme di introdurre nell'orario scolastico dei canti religiosi per Natale.
Si è tirato in ballo anche il crocifisso che nella totalità o quasi delle scuole statali è esposto alle pareti.
Il crocifisso è un simbolo molto chiaro di appartenenza alla religione cattolica. Esporlo rappresenta simbolicamente che la Chiesa cattolica prende culturalmente possesso di quella scuola.
Ora, questo è inaccettabile.
In una scuola statale, espressione dello Stato laico, dovrebbero, cioè devono stare sullo stesso piano non solo tutte le religioni, ma anche l'ateismo.
Quindi no al crocifisso, no alla connotazione religiosa di una scuola statale.
Ho letto da qualche parte che don Milani, quando andò ad insegnare religione in una scuola pubblica, per prima cosa tolse il crocifisso dalla parete. E se non era un vero credente lui...
Fare l'albero di Natale o il presepe a scuola non mi sembra la stessa cosa che esporre il crocifisso.
E inoltre perché non parlare a scuola, in questo periodo, delle tradizioni nostre e altrui? Diventerebbe un'occasione di confronto e maggiore integrazione, nell'ottica di uno scambio culturale.
Personalmente penso chel'albero di Natale o il presepe siano diventate più che altro delle occasioni giocose.