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domenica 31 gennaio 2016

per poter lavorare devi spogliarti?


E' possibile che per fare volantinaggio ai nostri giovani venga richiesto, oltre a curriculum vitae ed altro, il profilo Facebook? 
Per distribuire volantini devi esibire la tua vita privata? A che punto siamo arrivati?



domenica 25 gennaio 2015

Modernità...progressi...


Nel '68, ricordate? Tra le altre parole d'ordine c'erano quelle che riguardavano la tecnologia, in continuo perfezionamento, e le possibilità che avrebbe offerto di migliorare le condizioni di vita di noi esseri umani.
Si diceva: le macchine ci aiuteranno a fare meno fatica e a produrre più in fretta. Questo significherà che lavoreremo tutti un minor numero di ore.

Ebbene ieri ho ascoltato una trasmissione radio del Sole 24 ore in cui si diveva che questa "profezia" aveva forse trovato la sua realizzazione.
Si parlava di una fabbrica in Germania, in cui per risparmiare i costi derivanti dall'uso delle macchine, si era deciso di ridurre l'orario di lavoro da 40 a 36 ore settimanali, tenendo chiusa la fabbrica per 3 giorni a settimana e obbligando gli operai a lavorare 9 ore al giorno.
Mi dispiace ma io la "profezia l'avevo interpretata in un altro modo.
Avevo pensato che, approfittando della riduzione dei tempi di produzione dovuta alle macchine, si sarebbero potute diminuire le ore lavorative giornaliere! 


Un'altra notizia letta ieri: il Comune di Roma vorrebbe mettere in atto il telelavoro, cioè il lavoro da casa.
Effettivamente, per quanto riguarda molti lavori di tipo impiegatizio, questi si possono svolgere tramite computer.
I benefici consisterebbero nei molti soldi risparmiati sugli affitti degli uffici.
Anche per gli impiegati ci sarebbero dei vantaggi,
pensiamo alla maggiore facilità di gestire l'allevamento dei figli e la gestione della casa.

Gli svantaggi: gestire tutto da casa, non avere più l'obbligo/occasione di uscire ogni giorno per andare in ufficio, non incontrare più altre persone.
E' vero che non tutti i colleghi di lavoro possono essere simpatici, ma molti anche sì, e le occasioni di incontro sono sempre positive. Vedremo.





lunedì 29 dicembre 2014

Lavoro e uguaglianza

Mi colpisce anche se non mi sorprende, nell'attuale discussione sul Job's Act,  il ruolo rilevante che ha assunto la contrapposizione tra lavoratori del pubblico e lavoratori del privato.

E' chiaro che il Job's Act si è risolto in una effettiva diminuzione delle tutele e dei diritti dei lavoratori del settore privato.
Per ora naturalmente, perché appena ne avranno l'occasione,  i nostri non amati politici estenderanno la diminuzione delle tutele al settore pubblico.

E' un copione già visto: quando si vogliono abbassare le tutele e i diritti, si comincia a colpire una parte della platea dei lavoratori o delle persone coinvolte, e poi le si aizza contro quella parte che i diritti e le tutele ancora le possiede.
Per poi togliere i diritti anche a questi ultimi.

In questa linea, vedi anche la contrapposizione tra anziani che godono della pensione (anche se godono è una parola forte, data l'entità della stessa, e dato il fatto che spesso viene usata per aiutare figli e nipoti) e giovani che non trovano ancora un lavoro decente.

Quello che mi meraviglia sempre è che le persone cadano in questo sporco gioco, di farsi strumentalizzare gli uni contro gli altri.

Dovremmo invece unirci tutti  perché i diritti conquistati nel passato con lunghe lotte non vengano tolti a coloro che ne usufruiscono, e vengano attribuiti anche a chi non ne gode ancora.
Ma di fronte alla corruzione di cui ogni giorno viene fuori un pezzo, e che è ancora più grande di quello che sospettavamo, che speranze abbiamo? Ci chiediamo in molti.

Quello che vediamo è che quantità enormi di denaro vengono distolte dai bisogni legittimi delle persone e usati per fini illegittimi, distorti. Vedi un post precedente:
Politici e mafiosi a Roma 

Da cui si comprende che anche se le risorse non basterebbero per risolvere tutti i problemi, tanti però ce ne sarebbero se venissero sottratti alla corruzione.



domenica 21 dicembre 2014

richiesta regali da inoltrare a Babbo Natale e alla Befana

- che una donna non debba più partorire con dolore
- che venga votata una legge sull'eutanasia
- che tutti comprendano la barbarie delle guerre
- che si modifichino o si chiudano i CIE
- che venga fermato il vergognoso trattamento dei lavoratori
- che si ponga fine alla correità con gli evasori fiscali
- che la politica sia al servizio dei cittadini e torni a dominare sulla finanza
- eccetera



domenica 20 novembre 2011

lavoro per i giovani


Al telefono la mia amica Giulia mi dice: sai come guadagnano qualcosa mio figlio e la sua compagna? Col volantinaggio.
Una mattinata di lavoro per 20 euro giornalieri, chiamati al bisogno.

E sai a chi devono queste entrate? Alle ragazzine che decidono di frequentare un corso per imparare a decorare le unghie, cosa che pare vada molto di moda.



martedì 1 novembre 2011

lavoro per i giovani


In questi giorni in cui il ministro Sacconi afferma che una maggior facilità di licenziare, per le aziende, favorirebbe le assunzioni, ricevo una mail dalla mia amica Giulia.

In essa, tra le altre cose, mi aggiorna riguardo ai tentativi di trovar lavoro della sua giovane nuora. La ragazza si è appena diplomata e conosce varie lingue, tra cui l'inglese che sa parlare bene.
Per quest'anno ha deciso di lavorare, per fare esperienza e metter da parte qualcosa per pagarsi l'Università.

Trovandosi in una strada centrale di Roma, bussa alle porte dei vari negozi per lasciare il suo curriculum.

La proprietaria di un negozio decide di avere subito un colloquio con lei.
Si tratta di un negozio di abbigliamento, le espone le condizioni per lavorare lì:
se la ragazza accetterà il full time (che loro preferirebbero), lavorerà 7 giorni a settimana:
2 giorni con orario di lavoro dalle 16 alle 21 (5 ore) e
5 giorni con orario dalle 11 alle 21 (10 ore consecutive).

L'interruzione pranzo non ci sarà, potrà mangiare qualcosa tra un cliente e l'altro.

Quindi riassumo: niente giorno libero, niente pausa pranzo, con 5 giorni a 10 ore di lavoro consecutive. Tutto ciò per la ricca cifra di 600 euro in nero.

Alla mia reazione: ma siamo tornati ai tempi di Dickens! Giulia mi risponde che molti, non sa se tutti, propongono queste condizioni.

Che ne dite, stanno messi proprio bene i nostri ragazzi?
E non mi dite che le proposte di Sacconi migliorerebbero la sitazione perché, per quel che ho capito, quel tipo di flessibilità che lui auspica non può funzionare in Italia, si illude Ichino.
Per il semplice motivo che in Italia non ci sono i soldi per assistere economicamente i licenziati e aiutarli a reinserirsi in modo decente.





mercoledì 11 maggio 2011

Lavoro e scuse in ritardo

Imbarazzate scuse della Confindustria per l'applauso tributato al rappresentante della Thyssen in Italia. Meglio tardi che mai.


La triste e agghiacciante vicenda è nota: in uno stabilimento della Thyssen in Italia, 7 operai sono morti bruciati.
Sono morti perché, chi dirigeva la fabbrica aveva ritenuto spesa inutile mettere in sicurezza i macchinari e gli ambienti, dato che entro poco tempo il reparto sarebbe stato chiuso.

La valorosa équipe del giudice Guariniello ha fatto condannare a 17 anni il responsabile della fabbrica.
Lode ai giudici per la giusta condanna? No, gli industrialoni si sono preoccupati perché, se uno di loro si comporta male e viene punito per questo, non converrà più impiantare fabbriche in Italia.

L'applauso voleva forse dire: ci dispiace per te, noi avremmo fatto lo stesso?

P.S. Questa storia fa il paio con il tentativo di Marchionne, seguito amorevolmente da Confindustria, di imporre agli operai delle sue fabbriche orari assurdi e abolizione dei diritti sindacali e costituzionali.



domenica 10 ottobre 2010

cercasi lavoro


La mia amica Giulia mi telefona per raccontarmi un piccolo paradosso dei nostri tempi:
Mio figlio, come tanti giovani, è alla perenne ricerca di un'occupazione non troppo saltuaria.
Aggiungo che è diplomato, ha svolto il sevizio civile, e possiede ormai un curriculum non brutto.
Durante le quotidiane ricerche su Internet, si imbatte in un'offerta di lavoro che così recita: cercasi commesso o commessa.
Il ragazzo concorda un appuntamento e si presenta.
La signora che lo riceve (responsabile di un negozio di abbigliamento e intimo femminile, appartenente ad una nota show-girl), appare molto perplessa.
Mio figlio si fa coraggio e chiede di sapere se qualcosa non va in lui o nel suo curriculum.
A questo punto la signora risponde che il suo aspetto andava benissimo (è carino).
Purtroppo si capiva chiaramente che non possedeva la caratteristica richiesta dalle clienti, per essere assistite nella scelta dei loro capi: essere donna o gay.